San Valentino e il borgo dell’amore: Vico del Gargano

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San Valentino e il borgo dell’amore - Tiziano LE Salento 5

San Valentino e il borgo dell’amore: Vico del Gargano

 

L’amore è composto da un’unica anima che abita due corpi. 

Aristotele

 

 

San Valentino si avvicina e come ogni anno si torna a celebrare la festa degli innamorati.

Tanti sono i luoghi e le città romantiche adatte per questa occasione, ma Vico del Gargano, in provincia di Foggia è il borgo ideale per passare una giornata con il proprio compagno.

Conosciuto anche come il “Borgo dell’amore”, Vico del Gargano celebra il patrono degli innamorati, rendendo la festa di San Valentino unica.

 

San Valentino e le origini della festa

 

 

La festa di San Valentino ricade nel periodo in cui la Chiesa Cattolica pose fine alla tradizione pagana dei Lupercali, una celebrazione del Dio della fertilità Luperco.

Nel mese di febbraio, infatti, i sacerdoti di questo rito entravano nella grotta dove la Lupa aveva allattato Romolo e Remo per compiere dei sacrifici propiziatori. Nello stesso periodo, lungo le strade, le donne romane si sottoponevano alle frustate da parte di giovani uomini completamente nudi e devoti al Fauno Luperco.

Per questo motivo, nel 496 d.C. Papa Gelasio, deciso a porre fine a questo rito brutale, instituì la festa degli innamorati il 14 febbraio, giorno precedente del rito dei Lupercali, cercando di proibire ai cristiani di seguire questa celebrazione immorale.

Si racconta che Valentino fosse il Vescovo di Terni e che proteggeva gli innamorati, guidandoli al matrimonio ed incoraggiandoli alla procreazione.

Fù decapitato proprio il 14 febbraio per ordine dell’imperatore Aureliano perché celebrò un matrimonio misto tra una giovane donna cristiana e un legionario romano pagano.

Si dice che questa cerimonia fu celebrata in fretta in quanto la donna era malata, tanto che durante la benedizione i due sposi morirono insieme e subito dopo ci fu il martirio del vescovo Valentino.

La festa di Vico del Gargano

Partiamo subito con il racconto di una leggenda sulle arance del paese.

 

 

Si racconta che il succo di questo agrume sia capace di far durare più a lungo la storia d’amore di una coppia, tanto che viene definito “l’elisir dell’amore”.

Questa leggenda deriva proprio dal fatto che le arance di Vico, denominate IGP (Identificazione Geografica Protetta), riescono a durare nel tempo, anche per 30-40 giorni.

Tanto sono importanti che durante i festeggiamenti del patrono, il borgo viene decorato con arance, piante di alloro (come simbolo di prosperità) e da palloncini rossi che formano un cuore.

 

Vetrine, portoni, balconi, ma anche gli interni delle chiese. Tutto è adornato a festa, ma la decorazione più suggestiva è senza dubbio quella all’interno della Chiesa Madre che circonda la statua del Santo.

La mattina del 14 febbraio viene celebrata la messa e si prosegue con la processione lungo le strade del magnifico borgo medievale per giungere lì, dove gli agrumeti prosperano e dove viene data la benedizione alle arance. Ad accompagnare questa processione, tanta gente e la banda musicale.

 

 

 

Se questo non dovesse essere abbastanza, però, San Valentino offre a Vico del Gargano un altro filtro della passione: bere il succo delle arance è un ottimo rimedio per coronare il proprio sogno d’amore. Il sapore delizioso della bevanda, si narra, funge da filtro d’amore per tutti gli innamorati non (ancora) corrisposti

Uno dei luoghi più visitati ogni San Valentino è il suggestivo “Vicolo del bacio”, una via strettissima larga soli 50cm. Percorrere la viuzza lunga 30 metri in due è possibile solamente stando a stretto contatto l’una con l’altro. Un’altra tradizione è solita raccontare che un tempo gli innamorati del posto incontravano in questo luogo per scambiarsi effusioni e promesse d’amore.

E dopo questo rito, recatevi al pozzo delle promesse dove gli innamorati rinnovano la loro promessa d’amore.

 

 

Se vi doveste trovare in Puglia durante questa festività, non potete infine non assaggiare il famoso pasticciotto leccese da Tiziano – il re della pasticceria Salentina.

 

 

 

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